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![]() Ulisse: dettaglio di vaso greco |
Il classico è la compattezza,
la circolarità, la sfericità del mondo. Un autore diventa classico quando ti possiede completamente, è un cosmo talmente complesso, compatto, ossessionante che tu ci vivi interamente dentro. Classico è l'autore che ti impone il suo mondo come mondo assoluto. [BIBLIOGRAFIA] |

| I miei libri
sono un modo per far capire e avvicinare al testo. Di solito chi ne legge uno poi va a comperarsi i libri di quell'autore. |
![]() Leone Tolstoj |
I miei libri sono tutti molto minuziosi,
fatti di dettagli e piccoli particolari. Ma a un certo punto delle ricerche, ecco che scatta qualcosa: basta appunti, basta ricerche, è il momento di scrivere. E allora subentra l'identificazione: io divento Tolstoj, divento Kafka, divento Goethe. Anche la mia scrittura ne risente, sono sempre io a scrivere, è sempre il mio stile, ma il tono è diverso: il libro su Kafka è tesissimo, angoscioso; il libro su Tolstoj è lieto; il libro su Goethe è opulento. [BIBLIOGRAFIA] |
![]() Una raccolta dei miei appunti |
Ognuno
dei miei "grossi" libri - Proust, Kafka, Goethe, Tolstoj - è nato da grandi
passioni giovanili e ha richiesto cinque o sei anni di lavoro: letture,
riletture, migliaia di pagine di appunti, appunti sterminati, che poi
raccolgo in vecchie scatole da scarpe. Ma, dopo aver raccolto tutti i miei appunti, quando sono entrato nell'universo dell'autore, inizio a scrivere quasi d'istinto, secondo l'ordine che mi sono costruito in mente. Rileggo tutto una volta finito, ma correggo molto poco, faccio qualche ritocco di forma. Non riscrivo mai interamente delle pagine. |