SCRITTORInCORSO
Wolfgang Goethe

Wolfgang Goethe
Nei miei libri c'è sempre una fusione fra vita e interpretazione dell'opera. Racconto la vita, ma non tutta la vita: la seguo fino al momento in cui una persona ordinaria cambia e diventa scrittore, il momento in cui scatta qualcosa in lui.
Cerco di capire il segreto di questa metamorfosi di un uomo qualunque - fino ad allora un mondano, un ufficiale o un impiegato - che a un certo punto si trasforma in uno scrittore: a partire da quel momento, il mio libro diventa un'interpretazione dei libri che hanno scritto.
[BIBLIOGRAFIA]
Marcel Proust

Marcel Proust
da bambino
Tutti i miei lettori sostengono di avere l'impressione di una mia conoscenza intima dello scrittore di cui parlo. Io stabilisco con lui un rapporto di piena identità;
il massimo piacere della scrittura si ha dopo aver rotto le distanze, quando si ha l'impressione di essere tutt'uno con lo scrittore che si legge. Il massimo rischio della critica è di leggere i libri con criteri preconcetti: il romanzo dell'800, del '900 eccetera.
Nelle mie letture c'è solo lo scrittore, la sua vita e la sua identità, non esiste altro.

[IL MALE ASSOLUTO]
Franz Kafka

Franz Kafka
Kafka correggeva pochissimo mentre
Proust correggeva di continuo,

rimaneggiava: scriveva intarsiando, prendeva un pezzo qui e lo metteva lì. Pezzi che sono alla fine del suo libro, erano già scritti vent'anni prima. Lui scriveva sì una storia, ma senza procedere in ordine consequenziale, bensì per brani e aggiustamenti.


[BIBLIOGRAFIA]
torna all'HOME PAGE
MAPPA SITO
Anche come lettore,
credo che il massimo della vicinanza al testo si abbia nell'assoluta identificazione con il protagonista, quando non si ha più distanza fra sé e il narratore.
Una volta che li ho scritti,
mi dimentico dei miei libri. Quando ne fanno qualche traduzione dopo qualche anno, devo andare a rileggerlo
perché non mi ricordo più
che cosa ho scritto.
I miei libri derivano da grandi amori giovanili. Poi passano almeno vent'anni fra la prima idea e la realizzazione del libro. Prima la metto da parte, penso di non essere abbastanza capace, la rimando, poi la realizzo dopo tanto tempo.
IDENTIFICAZIONE