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![]() La cappella della Santa Sindone del Guarini |
Sono
nato a Firenze per caso, ma ho sangue siciliano, parmigiano, piemontese,
toscano e soprattutto ligure. A Torino ho vissuto infanzia e adolescenza: mi ha segnato molto questa città matematica, fredda, geometrica, che era esattamente l'opposto della mia natura; l'ho amata molto, ma in fondo la detestavo. Piazza San Carlo, l'architettura del Guarini, questo insieme di rigore matematico e follia che è Torino, fanno parte del paesaggio della mia giovinezza. [BIBLIOGRAFIA] |
![]() Con mia moglie nella nostra casa in Maremma |
Il mio primo luogo mentale è stata la riviera. La famiglia di mio padre aveva una casa del '600 a Cervo Ligure e io ho passato lì tutte le vacanze della mia vita fino dopo i trent'anni. È un paesaggio di pini, di ulivi, di mare con la roccia. Più tardi si è aggiunto anche quello della casa che ho in campagna, in Maremma. Anche questo è un mare chiuso, ma di sabbia, con un lunghissimo entroterra di boschi, non abitato affatto. È un paesaggio misterioso e quasi deserto. [BIOGRAFIA] |
![]() Federico Fellini |
A
Roma sono arrivato nel '54, dopo tre anni passati a Monaco e Zurigo come
lettore. Roma è la città dove ho vissuto più felicemente nella mia vita, anche se in fondo io mi sento ancora un piemontese. So che il suo è un paesaggio che mi accoglie come ospite, ma mi ci trovo benissimo. Io ero molto amico di Fellini: ci vedevamo spesso e ci dicevamo come si stesse bene a Roma, quanto fosse bella, quanto era stupida la gente del nord che non la amava. [BIOGRAFIA] |
| Su Caproni,
Montale e Calvino ho scritto molto, mi lega loro parte del mio paesaggio. Soprattutto con Calvino, che era più o meno della mia stessa zona, ho condiviso il paesaggio mentale. |
| Fra i paesaggi
non italiani, molto importante è la Persia, insieme a Grecia ed Egitto;
poi Parigi, meno, e Pietroburgo, una città che mi piace molto, anche perché è fatta da italiani, ha i colori dell'Italia trasportati là. |
