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![]() Vermeer: Veduta di Delft, 1660-1661 ca. |
Della
pittura mi attrae molto l'aspetto prensile, di qualcosa che si fa con
le mani: anche la scrittura si fa con le mani, ma non è la stessa cosa. Dipingere comporta un rapporto stretto con la materia, con il colore. Già mi piace l'idea di poter dipingere un pino, ma farlo con i colori sarebbe per me la massima beatitudine. [BIBLIOGRAFIA] |
![]() La mia penna |
Anche nei miei libri cerco di mettere un po' di colore, forse
troppo. Ma ti manca la materia, hai solo la carta. Io ho bisogno della componente materiale: devo scrivere a penna perché solo in questo modo posso avere un contatto con qualcosa di fisico. C'è l'inchiostro che scorre e va avanti, e andando avanti si crea l'opera, il testo. [BIBLIOGRAFIA] |
Proust con alcuni amici |
I
libri li scrivo a penna. Il "Proust", ad esempio, l'ho poi dettato e passato a una copisteria che l'ha ribattuto. Sogno un computer a cui poter dettare tutto. [BIBLIOGRAFIA] |

La pittura conta molto per me. Di recente ho scritto molto cose su pittori. Mi sono occupato anche di cinema, ho scritto su Dreyer, Chaplin, Kurosawa, perché il cinema è pittura rappresentata. |
A me piacerebbe molto saper dipingere. Da bambino lo facevo spesso: cose orribili, ma dipingevo in continuazione. |